Maestri del Lignaggio
SS il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso

 

 

 

Atisha

Al grande Maestro Indiano Atisha (982-1054) dobbiamo il testo "Luce sul cammino del risveglio".
      Ciò che caratterizzò e rese importante il lavoro di questo antico Maestro, il Lam-Rim, fu che si sottopose l'intero insegnamento del Buddha come Prajna-paramita e Segreto Mantrayana, come Sutrayana e Tantrayana, come Sravakayana, Pratika-Buddhayana e Bodhisattvayana, o come Hinayana e Mahayana.
Egli contemplò le tre ruote del Dharma in un ordine logico, delineandole con disposizione lineare e graduale. Ciò le rese pertanto comprensibili e praticabili da chiunque desideri seguire il percorso del Buddha, indipendentemente dal proprio livello di sviluppo.
      Il Grande Maestro indiano Atisha oltre al magistero proprio del Buddha, portò con sé in Tibet le ancora viventi tradizioni orali inerenti gli insegnamenti dei suoi stessi eminenti Maestri spirituali (ininterrotti lignaggi riguardanti sia il metodo che la sapienza, tramandati attraverso Asangha, Nagarjuna e molti altri grandi eruditi indiani). Così Atisha trasmise queste tradizioni orali, estremamente importanti , allo stesso modo in cui fu redatto il primitivo testo Lam-rim. Oggi le stesse tradizioni vengono meticolosamente trasmesse all'occidente per mezzo di Lama contemporanei altrettanto grandi, come può essere ad esempio Sua Santità il XIV Dalai Lama del Tibet, Tenzin Gyatso.

Lama Tzong Khapa

Verso la fine del XIV secolo, in Tibet si potevano distinguere quattro correnti buddhiste principali, formatesi durante le due prime fasi di sviluppo del buddhismo e tutte collegate direttamente con alcuni famosi maestri indiani: la Nyngma con Padmasambhava e Shantirakshita, la Sakya con Dharmapala e Virupa, la Kagyu con Naropa e Maitripa, la Kadam con Atisha. Vi erano anche numerose sottoscuole e, nella pratica individuale, intrecci di differenti lignaggi.

In quel periodo visse il grande Lama Tzong Khapa, guru del primo Dalai Lama. Je Tzong Khapa, chiamato familiarmente Je Rinpoche, nacque nel 1357 nella regione di Amdo, nella parte orientale del Tibet allora vicina al confine cinese. Servendosi della scienza interpretativa dei sogni e mettendo insieme elementi di varie visioni che avevano avuto, i suoi genitori giunsero alla conclusione che il nascituro dovesse essere un'incarnazione di Manjushri, personificazione della saggezza illuminata. Altri segni indicavano che il bambino avrebbe avuto le qualità di Avalokiteshvara e Vajrapani: compassione infinita ed energia spirituale.

Anche un famoso lama che stava facendo in quei luoghi un ritiro su Yamantaka (manifestazione terrifica di Manjushri), aveva avuto una visione: gli era apparso Yamantaka che gli annunciava che l'anno successivo sarebbe venuto in un villaggio nella terra di Tzongka. Nella sua ricerca per capire il significato della visione, il lama giunse al villaggio proprio mentre stava per nascere Lama Tzong Khapa, perciò disse ai genitori che anche lui aveva ottime ragioni per credere che il bambino sarebbe stato un essere speciale...

Je Tzong Khapa passò gran parte della sua giovinezza e dell'età matura -in pratica tutta la sua vita- studiando con i più grandi lama del suo tempo e delle varie correnti allora esistenti; meditò secondo i loro insegnamenti e partecipò ai dibattiti nelle più importanti università monastiche Nyngma, Kadam, Kagyu e Sakya. Fu così che raccolse tutte le tendenze fondamentali che dall'India erano arrivate al Paese delle Nevi.

All'epoca di Lama Tzong Khapa vi erano ancora diffusi malintesi circa il corretto modo di praticare i Sutra e i Tantra, che spesso venivano considerati due sentieri dell'illuminazione completamente differenti, se non in contraddizione. Con i suoi insegnamenti e il suo esempio, Je Rinpoche mostrò come si potesse praticare il tantra mantenendo le regole del Vinaya. Con i suoi scritti, inoltre, riunì in un'unica sintesi l'essenza di tutte le diverse tradizioni. Il monastero di Ganden, da lui fondato, divenne ben presto un modello per gli altri numerosi monasteri che sorsero in tutto il Tibet a opera dei suoi discepoli.

Ciò che doveva costituire una sintesi delle diverse tradizioni diventò in effetti una nuova scuola del buddhismo tibetano, una nuova corrente, la più diffusa e popolare: la tradizione ghelupa.

SS il V Dalai Lama Ngawang Lozang Gyatso

Nato nel 1617 da una nobile famiglia dello Yarlung, fu riconosciuto a cinque anni come reincarnazione di Yonten Gyatso e iniziò i suoi studi a Ganden.
Proseguì poi la sua formazione fino al 1627 sotto la guida dell'abate di Tashilhunpo.

Intanto gli eventi politici precipitavano in Tibet , fin che nel 1642 il capo dei mongoli Qoshot, Gushri Khan, dopo aver invaso il Kham e sconfitto il re dello Tsang conferì a Ngawang Lozang Gyatso l'autorita suprema sull'intero Tibet.

Ebbe così inizio il potere temporale dei Dalai Lama e l'esistenza del Tibet come nazione.

Avveduto uomo di stato, il V° Dalai Lama fu abilissimo nel gestire le relazioni con il protettore mongolo in modo da salvaguardare l'indipendenza del Tibet, destreggiandosi abilmente tra i mongoli e i cinesi.

Il "Grande Quinto", il più potente dei Dalai Lama, pacificò e unificò il Tibet sotto l'autorità della scuola Ghelupa e costituì un prototipo di organizzazione statale centrale il cui simbolo fu l'imponente palazzo del Potala a Lhasa, segno della forza materiale e spirituale del nuovo sovrano.

Sulla vicina collina creò un prestigioso Istituto di Medicina che continuò ad esistere fino ai giorni nostri, quando fu distrutto ad opera dei cinesi.

Conferì al suo venerabile maestro, l'abate di Tashilhunpo Lobsang Chogyan, il titolo di Panchen Lama (considerandolo il IV° di tre precedenti reincarnazioni).

La morte del V Dalai Lama nel 1682 venne tenuta segreta per 15 anni per sua espressa volontà, affinché il Suo reggente Sangye Gyatso potesse consolidarne l'operato politico e portare a termine i grandiosi lavori di costruzione del Potala, che fu terminato nel 1693 e da allora raccolse le spoglie dei Dalai Lama.

I suo regno portò anni di pace, di benessere, di cultura. Il "Grande Quinto" fu un abile politico ma anche una eccezionale figura spirituale che contribuì grandemente alla diffusione del Dharma in Tibet.

SS il XIII Dalai Lama Thubten Gyatso

Nato nel 1876 da una famiglia contadina del Tibet sud-orientale, fu riconosciuto ufficialmente nel 1878 e, dopo aver ricevuto un'accurata educazione religiosa, nel 1895 assunse personalmente la responsabilità del potere, fino ad allora esercitato da un Reggente.

Dimostrò subito una personalità di notevole levatura, con doti di intelligenza, abilità, purezza religiosa ed energia.
In quel difficile periodo il Tibet cominciava ad attirare le mire espansionistiche, oltre che della Cina, anche della Russia e dell'Inghilterra.

Nel 1904 una spedizione militare inglese raggiunse Lhasa dopo sanguinosi combattimenti. Il Dalai Lama si rifugiò in Mongolia, a Urga, dove fu ricevuto con tutti gli onori .

Gli Inglesi si ritirarono dopo essersi assicurati la possibilità di liberi commerci e il Dalai Lama ritornò dal Suo esilio.

Nel 1908 si recò in visita a Pechino dove tentò di far riconoscere l'indipendenza del Tibet, ma invano; due anni dopo i manciù marciarono su Lhasa con una spedizione militare e il Dalai Lama fu costretto a fuggire nuovamente in esilio, questa volta a Darjeerling.

Nel 1911 l'impero cinese crollò a seguito della rivoluzione repubblicana; nel 1912 IL Dalai Lama tornò a Lhasa e proclamò l'indipendenza del Tibet.

Il XIII Dalai Lama ebbe un grande ruolo spirituale e politico, tentando di preservare il paese dalle mire straniere, modernizzandolo e cercando per esso un riconoscimento internazionale.
Progressista e dotato della facoltà di avere visioni, malgrado le grandi resistenze interne, tentò di aprire il paese ai contatti con l'esterno e ne iniziò la modernizzazione, riorganizzando i monasteri, le province, l'esercito e l'amministrazione; abolì la pena di morte e certi privilegi dell'aristocrazia e dei monasteri.
Lasciò il corpo il 17 dicembre 1933.

 

 
Geshe Jangchub Gyalten
Lama Sopa Chempo
Lama Thupthen Chhring Sherpa
Lama Lobsang Tenzin